Voto a primavera
Voto a primavera. Una "previsione che è anche un auspicio", dice il leader di Forza Italia alla festa dell’Udeur a Telese. Poi aggiunge: "La riforma della legge elettorale? Una scusa per tirare a campare"
Voto a primavera. Una "previsione che è anche un auspicio", dice il leader di Forza Italia alla festa dell’Udeur a Telese. Poi aggiunge: "La riforma della legge elettorale? Una scusa per tirare a campare"
Avete letto la lettera, comparsa mercoledì sul Corriere della Sera (clicca qui per leggerla), della ragazza che aveva comprato la casa dei suoi sogni (di 40 mq) e un anno dopo è stata costretta a venderla perché il mutuo caldamente consigliato dalla banca era passato da 1.000 a 1.500 euro al mese? Dove aggiunge che, beffa delle beffe, al fondo stanziato per i giovani che acquistano la prima casa, lei non ha diritto, perché non è sposata? In poche ore sono arrivati oltre cento messaggi con storie simili alla sua, che narrano come la vita dei giovani sia diventata impossibile a Milano, stretti come sono, da un lato, tra precarietà, stipendi fermi ai valori della lira e prezzi delle case alle stelle e, dall’altro, tra banche che non di rado sembrano aver imparato la lezione degli usurai. Non sa, chi amministra e decide, che una città senza giovani si spegne, asfissiata dalla mancanza di creatività e di idee nuove che solo da loro possono venire? Inutile illudersi, succederà anche a Milano, che pur è stata per decenni metropoli creativa per antonomasia. Non sarebbe allora il caso – provvedimento minimo – di allargare anche ai single quel contributo per la prima casa, magari chiedendo ai consiglieri regionali, già ampiamente stipendiati, di rinunciare al nuovissimo aumento di 350 euro mensili che si sono concessi, e di utilizzarlo per cercare di conservare alla città i suoi migliori giovani? (fonte: Corriere della sera on line)
Ieri sera mi è capitato di dover stare in piedi a parlare dell’ici fino alle 5 di notte, pensate che la discussione si è animata alle 3 di notte….se solo vi passa per la testa che io e i miei amici abbiamo bevuto per parlare per 2 ore di un argomento del genere vi dico già, che effetivamente lo abbiamo fatto…..
Comunque mi sono chiesto cosa ne pensa veramente la gente di un’imposta come l’ici?
mi piacerebbe una discussione a ruota libera con pensieri da parte di tutti su questo argomento.
Vi dico già che io sono favorevole a quest’imposta.
Oggi in Italia è arrivata la notizia della sigla di un nuovo accordo internazionale sulla fornitura di gas tra enel e sonatrach.
Da questo punto di vista sembrerebbe che l’attuale governo, con la sua politica internazionale, sia molto vicino ai porblemi energetici che da sempre affligono il nostro paese. Tutto ciòè sicuramente un bene, sopratutto per le nostre imprese che soffrono a causa dell’alto costo dell’energia.
In un paio di giorni, ne va dato atto, il governo, enel, ed eni hanno messo a segno importanti gol sullo scacchiere geopolitico internazionale, perchè di questo si tratta.
Un dubbio mi sorge, però, spontaneo, soprattutto in relazione all’accordo intervenuto tra eni e gazprom (gigante enrgetico russo). che l’italia abbia dovuto promettere qualcosa alla russia in materia di politica internazionale?
L’italia, infatti, con la sua forte presenza in medioriente, sia in iraq, che nella questione israelo palestinese, e la sua prossima apparizione nelconsiglio di sicurezza onu come membro non permanente, l’Italia si trova in una posizione in grado di trattare su tutti i casi spinosi che sorgeranno da qui ai prossimi anni. La mia preoccupazione è che la Russia con questo accordo cerchi di accativarsi la simpatia italiana in modo di avere le mani più libere per la loro politica internazionale e nazionale, come ad esempio per la questione cecena. Un esempio, di come il vecchio onu sia ancora “importante” , viene dalle recenti risoluzioni contro israeleche gli stati uniti hanno sistematicamente bloccato con il loro veto (il vecchio onu, si sa, è però da cambiare).
Non so se ci sia un fondo di verità in questa mia supposizione, solo il tempo lo confermerà.
Questo dibattito energetico mi fornisce lo spunto per parlare di una cosa che non condivido. Sto parlando del metodo di bolletaazione del gas deciso a livello governativo.
La bolletta si viene, infatti, a comporre nel seguente modo:
La nuova tariffa si compone di due parti, la quota fissa e la quota variabile.
La quota fissa
La quota fissa è legata allo scaglione di consumo annuo. Il cliente è tenuto a pagare la quota fissa minima (cioè quella dello scaglione 1) anche nel caso in cui non abbia consumato nulla.
La quota variabile
Si applica con il sistema a scaglioni e si compone di diverse voci di spesa, denominate Quota variabile dell’Opzione tariffaria base di Distribuzione Quota variabile di Vendita e Componente materia prima.
Questi coefficienti possono cambiare a seconda del Comune di residenza e dell’Ambito tariffario, e di conseguenza anche gli importi della Quota Variabile possono variare a seconda delle diverse località.
Ovviamente un forte peso lo hanno le tasse e le imposte come l’iva, che gravano fortemente su queste forniture (ben il 42% fonte: autorità per l’eneriga elettrica e il gas).
Oltre a questo che non condivido, ma risaputo, mi preme far notare come si viene a formare la parte relativa alla cosidetta quota variabile.
La quota viene a creari per scaglioni successivi di consumo, dove la tariffa scende all’aumentare dello scaglionedi consumo (fonte: autorità per l’eneriga elettrica e il gas).
Questo fatto mi risulta alquanto curioso, non trovate?
1) In questo modo si favoriscono i grandi conumatori che in media spenderanno meno dei piccoli (ottimo per le nostre mpi e la concorrenza su mercato interno…)
2)Ho sentito dire in tv che questo metodo dovrebbe incentivare un più alto consumo, può anche essere vero(anche se comunque a lvl assoluto più consumi più paghi)ma…già lo compriamo dall’estero a fior di Euro, si continuano a dare disposizioni sul risparmio energetico, ed viene utilizzato un sistema che favorisce il consumo?
3)non mi sembra prorio questo il modo di far ripartire i consumi, cioè colpendo le famiglie che utilizzano il gas per riscaldamento e cucina, inoltre ricordo che il nostro sitema tributario è informato ai criteri della progressività, come recitato dall’art 53 della cost., certoè anche che qui non si parla di sistema tributario, ma essendo gli scaglioni decisi da un’autorità governativa forse uno sguardo a questo articolo è il caso di darlo.
nella mia ricerca non ho trovato il governo padre di questa intuizione, ma annualmente le tariffe vengono riviste da parte dell’autorità.
vedremo dunque se dopo i successi (con riserva) ottenuti con gli ultimi accordi int., il governo sarà in grado di modificare questa tariffazione a mio avviso insensata, ma vista la difficoltà che ha nel governare e, mi duole ammetterlo, alcune cavolate che potrebbero finire in finanziaria, questa modifica mi sembra lontana dall’essere realizzata.
Adesso non voglio fare un accusa a nessuno, perché lo spirito del mio blog è analizzare i fatti, ma dopo le prime dichiarazioni di Berlusconi che cercava di far intendere alla brava gente del paese che secondo lui è giusto, vista la spaccatura dell?Italia risultata dai voti, convergere verso un governo di grande coalizione (ipotesi che non mi trova in accordo, ma certo dovrebbe essere ovvio che chiunque governerà dovrà tenere presente la volontà dell?altra parte del paese), e poi trova, ogni qualvolta i media lo consentano, il modo di delegittimare queste elezioni attraverso accuse di brogli presunti. Faccia pure i suoi ricorsi che la legge gli permette fare, ma non faccia i conti prima del tempo. Come fa a chiedere un governo di coalizione se è lui il primo ad attaccare l?attuale opposizione nel dopo elezioni? Non vi sembra un comportamento quantomeno contraddittorio?la mia è una pura e semplice domanda che pongo a voi.
Facendo un’analisi critica dei cambiamenti avvenuti in questi 5 anni che hanno preceduto le elezioni, cerchiamo di capire come il pensiero degli elettori si sia modificato. Questo confronto a causa del cambiamento ella legge elettorale è difficile da fare per il senato, ma per la camera si può ragionare in termini di pecentuali di voto espresse dagli italiani.
Qui sotto riporto le percentuali (ad ora senza i riconteggi richiesti dalla cdl) delle preferenze alla camera nelle elezioni del 2006 e del 2001:
DS E MARGHERITA 31,2 /31,1 /+0.1
ROSA NEL PUGNO 2,5 / 2,3 /+0,2
VERDI 2,0 / 2,2 /-0.2
COMUNISTI ITALIANI 2,3 / 1,7 /+0.6
RIFONDAZIONE C. 5,8 / 5 /+0.8
ITALIA DEI VALORI 2,2 / 3,9 /-1.7
ALTRI 1,2 / 0,2 /+1
FORZA ITALIA 23,7 /29,5 /-5,8
UDC 6,7 / 3,2 /+3,5
AN 12,3 / 12 /+0,3
LEGA 4,5 / 3,9 /+0,6
DC, NUOVO PSI 0,7 / 1 /-0,3
MUSSOLINI 0,6 / - /+0,6
FIAMMA 0,6 / 0,4 /+0,2
Si può notare come nella coalizione di sinistra, il vero boom, lo hanno fatto i cosidetti “comunisti” che guadagnano assieme l’1,4% delle preferenze, mentre il resto della coalizione è sostanzialmente rimasta immutato rispetto alle precedenti elezioni, tranne per italia dei valori che forse sconta la poca presenza televisiva. Nella fazione opposta appare subito chiaro il dato di forza italia che perde molto terreno rispetto al 2001, anche se è visibile la capacità di reazione dimostrata rispetto alle regionali, ma comunque il dato è papale -5,8%
dove sono andati questi voti? sicuramente visti i dati si sono un pò redistribiti dentro la casa delle libertà, ottimo il risultato dell’udc che raddopia rispetto al 2001, e si rafforza fortemente, visto che ad impedire la debaclè sembra che sia stato proprio l’udc dai dati qui esaminati, e l’aiuto della mussolini, che hanno saputo raccoglier parte di ciò che ha lasciato per strada forza italia.
Alla camera quindi sembrano uscire vincitori la sinistra vera e propria, e i cattolici. E’ su questo dato che chi governa deve dunque riflettere. Questo è indice di risposte nuove che la gente chiede su temi molto caldi in Italia, il registrarsi un aumento in rifondazioe e comunisti italiani, a mio avviso sta nella richiesta fatta dagli italiani di salvaguardare i rapporti di lavoro, per evitare l’esempio francese, per richiedere gli adesguamenti salariali nel pubblico impiego, sempre in ritardo sotto il governo della cdl, e la razionalizzazione della legge biagi. dall’altra parte, sempre a mio avviso, l’udc guadagna consensi grazie alla sua politica di difesa della famiglia intesa come tale e di appoggio ai valori cattolici che incarna, forse anche per paura di una sinistra zappateriana.
Sono questi aspetti allora che, più di tutti, hanno avuto presa in campagna elettorale e che devono essere presi in carico dal governo dopo ovviamente aver superato tappe obbligate ed importanti come referendum, presidente della repubblica e risanamento per rientrare in linea con il debito pubblico.
In queste ore di incertezza sul futuro politico del nostro paese, prima ancora di riflettere sulle singole preferenze di voto tra i partiti facenti capo ai due schieramenti, una cosa si può gia dire senza aver paura di sbagliare: coloro che governeranno non potranno salire in cattedra e guidare le istituzioni senza guradre il sostanziale pareggio di queste travagliate elezioni politiche. I due programmi dovranno essere quindi rivisti in ogni modo alla luce della volontà degli italiani, non facciamoci abbindolare dai proclami preelettorali, sia la cdl o l’ulivo a governare, entrambi dovranno guardare alle esigenze dell’altro schieramento politico e quindi all’altra metà dell’elettorato italiano.
Come? domanda difficile a cui rispondere. Sicuramente un paese come l’Italia in questo momento non si può permettere una nuova campagna elettorale, che a mio parere porterebbe comunque ad una situazione di pareggio sostanziale (questa è la volontà attuale del popolo), ma deve guardare ai temi imminenti, ci sono delle date da rispettare, che un governo senza guida non può affrontare, dall’elezione del presidente della repubblica al DPEF (documento di programmazione economica finanziaria), senza dimenticare il referendum costituzionale e la nuova finanziaria.
L’unico modo di governare in questo momento è un ipotesi di grosse coalition (esempio tedesco), oppure la presenza di un opposizione propositiva e costruttiva, che mai in Italia si è vista, inoltre, a veder le prime reazioni politiche si direbbe impossibile ogni ipotesi prima paventata, basti pensare che il primo partito italiano non è certo visto di buon ochhio dalla maggioranza degli altri. un’altra ipotesi potrebbe essere un cambio di coalizione di un partito centrista quale è l’udc, che si troverebbe a confontarsi con i cattolici di sinistra della merghareita, e riequilibrerrebbe la volontà degli italiani portando a sinistra la difesa dell’altra metà dell’elettorato. Cè bisogno del bene dell’Italia e delle istituzioni, ora più che mai!